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July 03 VINCENT VAN GOGH, in manicomio: "...vorrei qualcosa di ognuno: uno schizzo, un dipinto, un acquarello.
Me li attaccherei intorno e... si,sarebbe come parlarci!
i quadri hanno la voce, più delle persone..."
"...conobbi un tizio, ad Amsterdam. si chiamava Gheel. Di lavoro cresceva i tulipani. E li vendeva in un vecchio fondo al 113 di Rosengracht, sul canale. Gheel mi insegnò come si trattavano i fiori. come si curavano, giorno per giorno, finchè... finchè non esplodono in un grido di colore! Colore, Theo! Tutti i colori di quel negozio sul Rosengracht: cobalto, minio, verde smeraldo... Gheel stava là fra i tulipani come Van Rappard nel suo studio di pittura;hai fatto caso che la tinta sulla cima di un pennello è tale e quale ai petali di un fiore? Lo stelo come un manico... E le setole uno sboccio..."
L'ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO
VANNI, nella sua camera con sua sorella: "... Quando l'elettroencefalogramma di un malato risulta piatto si dice che costui giace in un stato vegetale o vegetativo, è vero si o no?
ROSA: ma tu non sei terminale! te puoi guarire, ci vuol tempo ma puoi tornare quasi come prima!
VANNI: queste sono le stronzate che ti dice Pragoto per tenersi su di morale, a parte quel quasi che la dice lunga. Chi parla di stato vegetale non conosce le piante, e il loro slancio vitale, la loro energia purissima, il loro dialogo continuo col solo e con gli elementi. Altro che stato vegetale, un uomo con l'elettroencefalogramma piatto è semplicemente un uomo restituito a se stesso. Ed è proprio quello che io non voglio..."
IL SORRISO DI DAPHNE
| Attore, autore e regista teatrale, Vittorio Franceschi, dopo le prime esperienze di teatro-cabaret all’inizio degli anni ‘60 (“Come siam bravi quaggiù” e “Resta così o sistema solare” scritti con Sandro Bajini e rappresentati al Gerolamo di Milano, alla Ribalta di Bologna, al Duse di Genova e al Nuovo di Trieste) ha lavorato a lungo allo Stabile di Trieste dove nel 1964 fu allestita la sua prima commedia “Pinocchio minore - favola perbene con burattini di carne” e nel 1966 “Gorizia 1916 - documentario per il teatro sulla prima Guerra Mondiale”. |
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Vittorio Franceschi in alcune foto di scena |
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| Nel 1968, con Dario Fo e Franca Rame è tra i fondatori dell’Associazione Nuova Scena che dà vita a un circuito teatrale alternativo, primo passo di quel “decentramento teatrale” che da lì a poco interesserà la maggior parte delle regioni italiane, decine di comuni e i principali Teatri Stabili. Dopo l’uscita per divergenze politiche di Fo e Rame (1970), resta alla guida di Nuova Scena fino al 1981, trasferendone la sede da Milano a Bologna e trasformandola in Cooperativa. Fra i suoi testi rappresentati in quegli anni: “Un sogno di sinistra” (di cui cura anche la regia, 1969), “La ballata dello spettro” (1974) e “L’Amleto non si può fare” (1976), entrambi per la regia di Francesco Macedonio. |
| Successivamente cura la drammaturgia di “Monologo in briciole” - collage di materiali tratti dall’opera narrativa e poetica di Cesare Zavattini (Astiteatro, 1984) e (in collaborazione con Guido Davico Bonino) di “Beckett-concerto” - collage di materiali tratti dall’opera narrativa e poetica di Samuel Beckett (Astiteatro, 1987). Nel 1988 la sua commedia “Ordine d’arrivo” va in scena al “Teatro Argôt” di Roma per la regia di Luciano Meldolesi. |
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Vittorio Franceschi (foto Di Cola) | | |
| Nel 1991 la commedia “Scacco pazzo” viene coprodotta dagli Stabili di Bologna e Trieste, per la regia di Nanni Loy. Nel 1992 “Jack lo sventratore” viene anch’esso coprodotto dagli Stabili di Bologna e Trieste e rappresentato in Prima Nazionale al Festival dei Due Mondi di Spoleto, per la regia di Nanni Garella. Nel 1996 cura la regia di “Ordine d’arrivo” per il Teatro Stabile di Genova e nel 1999 scrive “Cabaret da viaggio” di cui cura anche la regia (Cubatea - Teatro Due di Roma). Sempre nel 1999, la sua commedia “L’uomo che mangiava i coriandoli” va in scena in Germania, al Südthüringisches Staatstheater “Meininger Theater” di Meiningen, per la regia di Axel Richter. Nel 2001 la sua commedia “La signora dalle scarpe strette” va in scena a Parma, produzione della “Fondazione Teatro Due” per la regia di Walter Le Moli. Traduce inoltre “L’ispettore generale” di Gogol dall’adattamento in lingua francese di André Markowicz, prodotto dallo Stabile di Genova per la regia di Matthias Langhoff. Nel 2002, per la Compagnia “La Contemporanea ‘83”, scrive “L’Arca di Gegè”, testo-cabaret di cui cura la regia (Teatro Due di Roma). Nel 2004 pubblica il volume in versi “Stramba Bologna sghemba”. Nel 2005 la sua commedia “Il sorriso di Daphne”, viene messa in scena da Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna per la regia di Alessandro D’Alatri, mentre nel 2007 il suo monologo “Dialogo col sepolto vivo” viene prodotto dall’Associazione “Daphne’s Smile” per la regia di Marla Moffa. La commedia “Scacco pazzo” è stata rappresentata in Francia, Germania, Svizzera, Polonia, Russia, Finlandia, Scozia e Spagna. Nel 2002 dalla commedia “Scacco pazzo” è stato ricavato l’omonimo film, per la regia di Alessandro Haber. |
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Vittorio Franceschi con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale, 2006 |
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Vittorio Franceschi nei panni di Robespierre, con il Presidente Sandro Pertini sul palcoscenico del Teatro Argentina, 1983 | |
| In qualità di attore ha lavorato nei principali Teatri Stabili italiani (Roma, Genova, Torino, Bologna, Trieste, Bolzano, Palermo e Piccolo di Milano) e all’estero con la Comédie de Genève. Fra le interpretazioni più significative: il Reduce (“Parlamento" di Ruzante, 1975) e Tartufo (nell’omonima commedia di Molière, 1978) entrambi prodotti da Nuova Scena per la regia di Francesco Macedonio; Edipo (“Edipo tiranno” di Sofocle, regia di Benno Besson - ATER-ERT/Festival dei Due Mondi di Spoleto, 1980); Godson (“Das Kapital” di Curzio Malaparte, regia di Franco Giraldi, Teatro Stabile del Friuli/Venezia Giulia, 1981); Re Hyrkano IV (“La piovra” di Wiktiewicz, regia di Giovanni Pampiglione - Festival dei Due Mondi di Spoleto, 1982); Robespierre (“L’affare Danton” di Stanislawa Przybyszewska, regia di Andrzej Wajda) e Pécuchet (“Bouvard e Pécuchet” di Kezich e Squarzina da Flaubert, regia di Giovanni Pampiglione), entrambi nel 1983 per lo Stabile del Friuli-Venezia Giulia; Nella stagione 1983/84 ha recitato (in lingua francese) alla Comédie de Genève interpretando i ruoli di Bassà (“Il delirio dell’oste Bassà” di Rosso di San Secondo - scene, costumi e regia di Ezio Toffolutti e Renato Padoan) e di Re Tartaglia (“L’oiseau vert” di Benno Besson da Gozzi, maschere di Werner Strub, regia di Benno Besson). Tornato in Italia, ha interpretato: Gloucester (“Re Lear” di Shakespeare, regia di Glauco Mauri, 1984); Rousseline (“1000 franchi di ricompensa” di Victor Hugo, regia di Benno Besson - Teatro Stabile di Genova, 1991); Pietra-di-paragone (“Come vi piace” di Shakespeare, regia di Marco Sciaccaluga - Teatro Romano di Verona, 1992); Hauk-Sendorf (“L’affare Makropulos” di Karel Capek, regia di Luca Ronconi - Teatro Stabile di Genova/Teatro Stabile di Torino, 1993); Giovanni Pascoli (“Un anno nella vita di Giovanni Pascoli” di Melania Mazzucco e Luigi Chierici - regia di Walter Pagliaro, Teatro Stabile di Torino, 1994); Shabielskij (“Ivanov” di Cechov - regìa di Marco Sciaccaluga, Teatro Stabile di Genova, 1996); Nicolaj Trileckij (“Commedia senza titolo” di Cechov, regìa di Gabriele Lavia - Teatro Stabile di Torino, 1997); Sampognetta (“Questa sera si recita a soggetto” di Luigi Pirandello - regia di Luca Ronconi - Teatro di Roma, 1998); Jaques (“Come vi piace” di Shakespeare - regia di Gigi Dall’Aglio - Fondazione Teatro Due di Parma, 2000). Per la stessa Fondazione è stato fra i protagonisti, nel duplice ruolo di Flora/Iride, della sua commedia "La signora dalle scarpe strette", andata in scena nel 2001 per la regia di Walter Le Moli. Nella Stagione 2001/2002 ha interpretato il ruolo di Borkman nel “John Gabriel Borkman” di Ibsen, prodotto dallo Stabile di Torino per la regia di Massimo Castri. Sempre per la regia di Massimo Castri, nella stagione 2003/2004 ha interpretato il ruolo di Hinkfuss in “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello, produzione Teatro Biondo di Palermo/Teatro di Roma. Nel 2006 è Vanni nella sua commedia “Il sorriso di Daphne”, prodotto da Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna per la regia di Alessandro D’Alatri. Nel 2007 è Nicolaj Ivanovic Saryncev in “Svet - la luce risplende nelle tenebre” di Lev Tolstoj, prodotto dallo Stabile di Genova per la regia di Marco Sciaccaluga. Interpreta inoltre il suo monologo “Dialogo col sepolto vivo”, prodotto dall’Associazione “Daphne’s Smile” per la regia di Marla Moffa.Ha lavorato inoltre con i registi Sandro Bolchi, Luciano Damiani, Piero Maccarinelli, Mario Missiroli, Vito Molinari, Aldo Trionfo. |
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Vittorio Franceschi nel film "Scacco pazzo" | |
| In campo cinematografico, ha interpretato nel 1994 il ruolo di Renato nel film “Italia village” diretto da Giancarlo Planta. In seguito è stato protagonista del mediometraggio “Delusione” tratto dall’omonimo racconto di Thomas Mann, presentato al Festival di Locarno 2001 per la regia di Nuccio Ambrosino. Nel 2002 ha scritto la sceneggiatura per il film “Scacco pazzo” tratto dalla sua commedia e diretto da Alessandro Haber, interpretandovi il ruolo di Valerio. Nel 2004 ha interpretato il ruolo di Eugenio Faoni nel film “La febbre” di Alessandro D’Alatri.
Vittorio Franceschi è Condirettore della Scuola di Teatro “Alessandra Galante Garrone” di Bologna, dove insegna recitazione. |
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Vittorio Franceschi (foto Di Cola) | | May 13 Pacifico feat. Malika Ayane
Verrà l'estate sarà nel vento nel fiato caldo dietro le persiane nelle campagne gialle consumate nelle strade vuote
Verrà l'estate senza avvisare Un treno lento che costeggia il mare Sul marciapiede vuoto alla stazione ti farai trovare
Sempre ti aspetto Apro per te ogni finestra respiro e l'aria e' fresca
Salterà i muri, le cancellate Starà nei pozzi, in fondo ai corridoi E verrà a prenderti, a portarti fuori
Sempre ti aspetto salvami stanco e infelice Nell'aria la tua luce
Malika Ayane
Malika nasce a Milano il 31 gennaio 1984,da madre italiana e padre marocchino e inizia la sua attività nel 1995, quando nei repertori contemporanei di Benjamin Britten e Ralph Vaughan Williams incuriosita dalla "musica oltre al teatro", inizia a sperimentare generi, passando dal blues al jazz, dal gospel all'electro-clash.
Nel 2005, accompagnata da Remo Bianchi, canta per Lorenzo Magnaghi una cover minimale di Over the Rainbow che fa da jingle per la Yomo.
Nel 2006, Ferdinando Arnò decide di affidare alla sua voce Time Thief, musica da lui composta per la campagna pubblicitaria di DTC che dà inizio ad una simbiotica collaborazione, che nel 2007 porta a Soul Waver, colonna sonora della pubblicità Saab, e poco dopo all'incontro con Caterina Caselli, quindi alla realizzazione dell'album d'esordio, intitolato semplicemente Malika Ayane, prodotto proprio da Arnò e pubblicato il 26 settembre 2008. Un altro spot televisivo in cui possiamo trovare una sua canzone è lo spot della Barilla del 2009 con la canzone "Il Giardino dei Salici" anche se nello spot è presente solo la base musicale.
Il primo singolo estratto dall'album è Feeling Better, che diventa una grossa hit radiofonica e permette alla cantante di acquistare una certa notorietà nel paese.
Parallelamente, nel 2003 la Ayane partecipa alla fondazione di Music Organiz Action Music, rete di musicisti e deejay, che si dedica alla realizzazione di colonne sonore per sfilate e di musica per eventi.
All'inizio del 2009 viene distribuito il disco Dentro ogni casa dell'artista Pacifico, contenente il brano Verrà l'estate, duetto tra l'artista milanese e Malika. Nel mese di febbraio 2009 partecipa al Festival di Sanremo con il brano Come foglie, scritto per lei dal frontman dei Negramaro Giuliano Sangiorgi, che ottiene un ottimo successo.
Per Valerio Scanu, concorrente dell'ottava edizione di Amici di Maria De Filippi, scrive Dopo di Me


 Non sopportare una persona...
i suoi respiri,
i suoi movimenti,
i suoi dicorsi da super bimbetta viziata...
non sopportare i suoi oggetti,
il suo cibo,
il piatto in più che va messo in tavola per lei..
non sopportare i suoi rumori,
il suo profumo,
il rumore delle sue scarpe...
non sopportare niente di lei,
soprattutto la sua esistenza in questa casa di persone quasi normali...
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